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Vigilanza stradale ed attività contravvenzionale
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 Tutti sanno che nella nostra
Amministrazione esiste una inguaribile
passione per le statistiche.
Questa passione a volte si
manifesta sotto forma di una vera
e propria febbre che travalica
ogni ragionevole limite finendo
per far dimenticare gli scopi istituzionali
dei servizi di Polizia e
favorendo l’affermazione di una
concezione autoreferenziale della
nostra stessa presenza sul territorio.
Nella Polizia Stradale la preoccupazione
per le statistiche investe
soprattutto l’attività contravvenzionale
il cui andamento viene
puntualmente verificato a scadenza
regolari attraverso sofisticati
sistemi di elaborazione dati.
Il problema è che l’andamento
dell’attività contravvenzionale
non può costituire l’unica misura
di verifica dell’efficienza dei servizi
di vigilanza stradale.
Invero, se si considera il dato
che negli ultimi due anni, le già
scarse risorse in termini di personale
della specialità della Polizia
Stradale vengono impiegate massicciamente
in servizi come i
“CMR” ed altri che, con la vigilanza
stradale poco o nulla hanno
a che vedere, si comprende come
sia difficile, soprattutto percorrendo
la viabilità ordinaria, incrociare
una pattuglia della Polizia
Stradale.
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Valutazione dei titoli di accesso al ruolo dei sovrintendenti
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Il 7 giugno u.s. si è svolta presso il Dipartimento
della P.S. la preannunciata riunione,
relativa alle problematiche connesse
ai criteri di valutazione dei titoli del
concorso per l’accesso alla qualifica di vice
sovrintendente della Polizia di Stato.
Il Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali,
Vice Prefetto Castrese De Rosa, ha
introdotto i lavori della riunione, rappresentando
che vi è la necessità di modificare
il regolamento del sistema concorsuale
per i partecipanti ai futuri concorsi
per vice sovrintendente.
Subito dopo ha preso la parola il Prefetto
Oscar Fioriolli, Direttore Centrale
per le Risorse Umane, il quale ha affermato
che sarebbero necessarie delle modifiche
legislative dell’attuale sistema concorsuale,
peraltro più volte sollecitate dalle
OO.SS. della Polizia di Stato, in quanto
presenta delle lacune e lascia alle singole
commissioni esaminatrici un’ampia
discrezionalità nella valutazione dei titoli
dei candidati.
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Siamo alle solite: “impantanati;”
“bloccati economicamente, politicamente,
amministrativamente”: praticamente
privi di un senso di futuro. Ma c’è ancora
una maggioranza parlamentare, un
Governo della cosa pubblica, un Apparato
amministrativo capaci di confortare,
indirizzare, risolvere quelle che sono
le esigenze, i bisogni e le aspirazioni
(di piccola o grande portata) del cittadino
o, veramente, ci siamo “messi” (più
o meno consapevolmente) in mano al girone
prospettico dell’Inrca?
I latini (grandi filosofi e sociologi) sostenevano
che “i sudditi si conformano
alla religione del principe di turno”
(cuius regio, eius religio) spegnendo e
banalizzando così ogni potenziale “iniziativa
creativa” che nasce da chi, evidentemente,
“suddito e cortigiano” non
lo è, e che delle “cose” che lo riguardano
vuole avere una percezione diretta.
Per rimanere su un terreno concreto
e praticabile (alimentandoci dalla passione
non contaminata dall’esperienza)
e cercando di portare un pò di chiarezza
all’interno del tunnel economico/politico/
finanziario, in cui da troppo tempo
siamo entrati (nella speranza che quella
luce che si vede in fondo alla strada…
non sia un treno che ci sta per investire),
dinanzi ad una prossima manovra da
40 mld di Euro (probabilmente luglio
manovrina da 7 mld. e per fine anno manovrone
da 33) c’è chi pensa di risolvere
il tutto costruendo “ponti e strade” immaginarie;
spostando “Palazzi” ovvero
adottando “architetture statali” che di federalismo
hanno ben poco.
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